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Le strade di Kabul by Gabriele Maniccia
Category:   Top  Storia
 

Publisher : Edizioni Associate - 2010
Pages : 120
Price : 40,00
ISBN : 9788826705187

"La mancanza di marciapiedi, le fogne all’aperto piene di rifiuti, le devastazioni di trenta anni di guerre mostrano un aspetto povero e desolante, abbrutito dal crescente traffico, disordinato ed asfissiante, soprattutto nella zona centrale di Kabul.

Kabul non è interessante per le case, le strade ed i monumenti che non esistono quasi più, salvo le moschee e il cippo in ricordo della cacciata degli inglesi nel periodo coloniale. Da questo punto di vista, la città nel suo sconcerto e disordine presenta il suo conosciuto aspetto rappresentato dalle rapide incursioni delle riprese televisive occidentali o dai servizi fotografici che raffigurano le solite immagini rituali degli afghani dall’aspetto tribale e terrorista. A Kabul come altrove, tutti gli afghani invece sono interessanti in quanto esseri umani, per la loro semplice dignità, il loro andare silenzioso e pensieroso, i loro gesti gentili di saluto a qualsiasi persona che mostra rispetto nei loro confronti ed i loro sguardi miti e fieri nello stesso tempo. La mia attenzione, in nove mesi di presenza tra loro, si č rivolta a riprenderli in questi momenti piů normali, ad avvicinarli con semplicitŕ sempre con lo sguardo negli occhi per accendere e registrare tra noi segni di rispetto e di fiducia. In questo modo, le foto nate da questi incontri, sulle strade, nei negozi, negli interni, hanno aperto la visione di un mondo vissuto in maniera arcana e moderna nello stesso tempo, ma anche lontana dai canoni propagandistici di natura occidentale."

Gabriele Maniccia

"Ho sempre avuto l’impressione che le strade di Kabul fossero come un grande set cinematografico. Ogni volta che rientro da una giornata di riprese televisive, trascorsa per quartieri polverosi, vie sconnesse, mercati affollati, ospedali stracolmi di gente sofferente, soldati in stato d’allerta, mi stupisco della magia che traspare in ogni inquadratura e che ha il sopravvento sul dramma e la fatica quotidiana del popolo afghano. I colori dell’Afghanistan non si dimenticano facilmente, restano nel cuore come la sofferenza che ti cammina accanto per tutto il tempo che rimani nel paese. C’è una luce particolare a Kabul che rende tutto affascinante e nello stesso tempo drammatico. Lo si coglie nelle foto scattate da Gabriele Maniccia. Sono attimi di vita quotidiana. Una vita dura, impensabile in altre parti del pianeta, ma che gli uomini afghani e le donne afghane conducono con grande orgoglio e dignità."

Tiziana Ferrario, giornalista RAI

Reportage fotografico


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